Essere CHARLIE

L’imprescindibile libertà delle idee

charlie striscia

Nel 1960 Georges Bernier e Francois Cavanna diedero inizio alle pubblicazioni di Hara-Kiri, un mensile satirico, bloccato dalla magistratura nel 1961 e nel 1966. Nel 1969 la rivista fu trasformata in settimanale, prima con il titolo di Hara-Kiri-hebdo e, dopo qualche mese, con il nome di L’hebdo hara-kiri. Quando nel 1970 morì Charles De Gaule, il settimanale associò l’evento funebre con una strage (146 morti nell’incendio di una discoteca) che, solo dieci giorni prima, aveva inorridito Parigi. Le conseguenze dell’azzardo furono immediate: il ministro dell’Interno francese bloccò l’edizione del periodico. Per aggirare il provvedimento, la redazione decise di uscire nelle edicole cambiando il nome del settimanale in Charlie Hebdo, richiamandosi ai Peanuts di Charles M. Schulz e correndando le pagine con humour e fumetti. Dopo anni di alterne fortune, solo nel 1992 Charlie Hebdo fu rifondato sotto la direzione di Philippe Val. Il resto della storia potete facilmente raccoglierlo nella rete.

copertina-charlie-hebdo-6

Quello che conta è che in un tragico 7 gennaio 2014 tutti abbiamo avvertito la sensazione sgradevole dell’impotenza. Senza entrare nella cruda cronaca o nei dibattiti sugli estremismi islamici, vale la pena di considerare lo stupore che ci ha invaso, al di là delle appartenenze, delle fedi religiose e delle convinzioni politiche. Nessuno si è potuto sottrarre allo sconcerto per il sangue nella sproporzione che abbiamo avvertito tra le provocazioni della satira e la reazione violenta che annulla per sempre delle vite. Con grande sincerità ammetto che non conoscevo Charlie Hebdo. Non avevo mai avuto occasione di visionarne le pagine; solo in questi giorni ho recuperato vignette, brani satirici e considerazioni. In molti casi ho trovato sgradevoli, poco divertenti e piuttosto volgari i contenuti che ho esaminato. Pur conoscendo bene la lingua francese, non so se mi siano “sfuggite” la genialità e l’abilità degli autori. Al netto di moralismi che non mi appartengono, non so apprezzare certe forme di cinismo satirico. Ma questo importa poco.

charlie-hebdo1

Come ha ricordato l’amico Alberto Scotti nei suoi brillanti interventi su facebook, ho scoperto come possa risultare appagante provare un pieno sentimento di libertà al di là dei propri gusti estetici. “Non conta quanto io possa concordare con le tue idee, ma farei il possibile perché tu possa esprimerle”. Voltaire usò l’espressione “darei la mia vita per consentirti di esprimere le tue idee”. Preferisco modificarne l’assunto senza variarne il senso. La vita non si dà e non si toglie per delle idee. La vita si celebra senza prevaricazioni. Va valorizzata accantonando pudori, paure e sensazioni di inadeguatezza. È vero che le parole possono avere il peso delle pietre. Ma le sole idee che cambiano davvero il mondo e ne solcano il destino sono quelle che richiamano le nostre energie migliori; quelle che sanno fluire silenziosamente rivitalizzando il nostro incanto di bambini. Le riconoscerete trovandovi a sorridere senza un apparente motivo. Un giorno, all’improvviso.

Natale Luzzagni

 

 

email