L’UOMO DI KERIOT – Saggio

L’UOMO DI KERIOT

Giuda, nostro fratello: tradimento o consegna?

La figura di Giuda è tra le più emblematiche di tutta la storia occidentale; nell’immaginario collettivo sta insieme a Caino e ai fratelli di Giuseppe, figli di Giacobbe, e non di rado viene associata al diavolo stesso, supremo tentatore e traditore. Giuda è la mala coscienza, il mister Hyde della nostra anima, il reietto che attraversa i secoli come una spina conficcata nel corpo stesso di Gesù, la più dolorosa fra le tante spine con le quali, ogni giorno, tutti noi peccatori trafiggiamo il figlio di Dio.

Il libro di Antonino Scuderi, chirurgo per professione e studioso biblico per passione, parte proprio da queste considerazioni per addentrarsi, con attento e profondo rigore esegetico, nella complessa vicenda di Giuda, facendo il punto sugli studi dei molti che hanno parlato di questo apostolo, approvando o confutando le varie tesi, appoggiando sempre il proprio discorso esclusivamente sui testi evangelici e su una rigorosa argomentazione, di stampo storico-critico.

Scuderi copScuderi ci tiene a sgombrare il campo dalle molte illazioni formulate su Giuda, frutto di elucubrazioni letterarie, filosofiche, pseudostoriche, leggendarie, figlie della moda culturale e religiosa dei tempi in cui furono scritte, e rimanda il lettore alle sole fonti che parlano di Giuda: i quattro vangeli canonici e gli atti degli apostoli. Tutto il resto, compresi i vangeli apocrifi e le speculazioni teologiche e letterarie succedutesi nei secoli, non sono attendibili e utilizzabili come “fonti”. Pertanto, se alla luce dei più moderni studi non appare più possibile negare la storicità di Gesù di Nazaret e dei fatti che gli occorsero intorno al primo secolo della nostra era, allo stesso modo dobbiamo necessariamente considerare come storica e vera anche la figura di Giuda, così come veri e autentici sono tutti gli altri apostoli e le tante altre figure che compaiono nel vangelo. Ciò ci consente di sgomberare il campo da certe inconcludenti interpretazioni che sono state date sui vangeli: da vicenda del tutto inventata a racconto leggendario e mitico.

Il libro, diviso in quindici densissimi capitoli di oltre 280 pagine, passa dunque in rassegna i vari aspetti del “caso Giuda” a cominciare dall’ambiente storico della Palestina di quegli anni, diviso in sette religiose, spesso intrise di fanatismo come i farisei, i sadducei, gli esseni, i sacerdoti del Tempio, gli zeloti che possiamo accostare agli odierni talebani, i vari profeti che sorgevano a ogni piè sospinto; tutti a predicare la liberazione di Israele. Poi, dopo la disamina della prima lettera di Paolo, si arriva al cuore della ricerca, ovvero alla dettagliatissima analisi dei passi evangelici. La chiamata degli apostoli, la cena di Betania, il tradimento, la cattura di Gesù, la fine di Giuda, la presenza del diavolo ecc. sono alcuni degli argomenti trattati con dovizia di particolari, con accurati riferimenti bibliografici, con la ricchezza di ben 469 note esplicative, con approfondimenti tematici di grande rilievo storico e dottrinale.

Un libro intenso per spunti di riflessione ma semplice e immediato nella lettura. Poi ci sono quelle soste filologiche necessarie a comprendere alcune interpretazioni: per esempio quella del tradimento e della stessa parola greca paradìdomi che Scuderi, con inoppugnabili dati e ricerche, traduce in ‘consegnare’ e non ‘tradire’, come comunemente viene riportato nelle traduzioni italiane.

Tutto questo per rispondere ad una sola inquietante domanda: fino a che punto Giuda fu responsabile del suo gesto scellerato? E, di conseguenza, anche noi fino a che punto siamo responsabili delle nostre azioni peccaminose?

In questa sede non possono essere nemmeno sfiorate le varie argomentazioni che suscitano le pagine del libro e che riguardano la predestinazione e la libertà individuale, la giustificazione e il suicidio. Riflessioni che appartengono ancora al moderno dibattito sulla fede e sulla morale poiché coinvolgono le scelte basilari del nostro vivere quotidiano: l’aborto, l’eutanasia, il peccato, la salvezza e la spiritualità. E appare anche attuale la domanda che si pone l’autore: quale atteggiamento dobbiamo usare contro il peccatore? Forse la migliore risposta è quella che ogni giorno ci dà papa Francesco e che riguarda il nostro atteggiamento di misericordia verso i nostri fratelli. L’autore mantiene sempre questa posizione nel valutare complessivamente l’ingombrante presenza di Giuda nei Vangeli; lo chiama “nostro fratello Giuda”, prendendo in prestito una felicissima frase di don Primo Mazzolari, lo colloca in un contesto di fede più che di teologia, lasciando a Dio l’ultimo giudizio e a noi il beneficio di un cristiano atto di misericordia.

 Corrado Di Pietro (La Nuova Tribuna Letteraria n°117)

 

 

email