Recensioni – Poesia

ROSANNA BERTACCHI MONTI: RUGIADA AL CUORE IL TUO AMORE  (Edizioni Gamba, Verdello, 2013, € 12,00)

Un libro interamente dedicato alla Vergine è quello da non molto pubblicato da Rosanna Bertacchi Monti, Rugiada al cuore il Tuo amore, per i tipi della Tipografia Gamba di Verdello (Bergamo).

E’ questa una poesia-preghiera, scritta in onore della Madonna di Medjugorje, la cui immagine compare in copertina. I versi sorgono spontanei in queste liriche e sono dettati da un profondo sentire, espresso ex abundatia cordis: “O Santa Vergine Maria / – Mater Dei e Mamma Nostra – / che dal cielo vegli amorosa / a proteggere i tuoi figli / a te in gran stuolo oggi veniamo / a ringraziarti a cuore aperto “; “Sì, avvampa in noi / quella fede / che sembra spingersi / alla follia / e che a Mosè spartì l’onde / tumultuose del Mar Rosso”; “O Tutta Santa che tutto puoi / il possibile e … l’impossibile / ché attraverso Te, Eletta / si infuse l’Infinito / nella cuna del finito / sospingici a scacciare / quella fame che acceca / di potere e di successo / di fama e di ricchezza…”.

Certo, qui ciò che prevale è la Fede, che urge nel cuore della Bertacchi Monti e l’induce a parlare. E si tratta di una Fede genuina e sincera, che le fa trovare le parole più sorgive e più vere, conformi ai dettami della Chiesa Cattolica.

“Tu che sei Donna di luce / insuffla un po’ della tua luce / in cuore di chi è imprigionato / nella notte-piovra / del suo egoismo”; “E’ dopo il tempo / del digiuno / che manifesto si fa / il “segno” / e più chiaro appare / il senso / della manna generosa…”; “O Mater Dolorosa / che lo stacco hai sofferto / di Colui che t’era gemma, / fiore, frutto / preziosissimo / mai hai cessato di patire / del patire di ogni madre / mutilata dallo sfrodo / dell’adorato / suo germoglio”.

Rosanna Bertacchi Monti invoca la Vergine affinché le offra la sua protezione e la sorregga nelle traversie della vita, impetrando pace e perdono. E ciò vale a farle ottenere la serenità a lungo sperata.

Un libro schietto e appassionato, manifestazione di un autentico sentire, di un’autrice dedita anche alla narrativa e al teatro, oltre che cultrice di studi sul mondo dell’Estremo Oriente, al quale ha dedicato anche libri di poesia e saggi monografici.

Elio Andriuoli

 

MAURIZIO PAGANELLI: PENSIERI PRESENTI  (Monteditt editore, 2013, € 8,50)

“Credere / è accogliere / il rischio della vita, / ogni giorno / con libertà, con gioia, / e farsi dono / agli altri nell’amare”: sono questi i versi conclusivi di una poesia di Maurizio Paganelli, intitolata Per Massimiliano e contenuta nel suo libro Pensieri presenti, da lui pubblicato nel 2013. Da questi versi emerge la visione del mondo del nostro poeta e il suo modo di essere nel suo viaggio esistenziale, schiettamente improntato all’apertura verso il prossimo.

E in verità Paganelli appare sovente volto alle altrui esistenze, che considera con umana simpatia e alle quali va incontro con sereno abbandono, come può constatarsi da molte delle sue liriche, quali Minatori: “Per loro / nell’ora dei gatti abbracciati, / il sogno è coperta troppo corta, / col pensiero rivolto alle case…”; Licenziato: “… ci hai lasciato, costretto, tuo malgrado. / Riconoscendoti onori e applausi / dopo esser stato esodato”; Ali per sognare: “L’autunno è vicino / e non hai più voglia di volare. / Piccolo Michael / te ne andasti un dì di martedì / … / Mancano le tue grandi ali / che ci fanno sognare”. Si veda anche Dis-abile.

Ci sono poi in questo libro le poesie d’amore, quali Insieme: “Sono fuggito per essere libero / di vivere / … / Sono tornato sorridente / pronto ad amarti / non contro il mondo ma nel mondo”; Per amore: “Il mio amore è bello come il sole / anche quando non mi chiama / anche quando non mi vuole”; Anna: “La mia casa è di vetro / non teme il buio / si specchia nella luna. // Così il tuo volto / come il mare di notte / mormora e ama”.

S’incontrano inoltre tra le poesie di Pensieri presenti anche quelle di doloroso rimpianto per le persone care scomparse, come è di Caro Sic: “Cosa mi sostiene? Il gelo / della tua morte, e tutta / questa moltitudine bianca / di febbraio, diventata gioia”; di E l’ora che verrà: “Caro Fabio non sentiremo più la tua simpatia, / non assaporeremo un tuo gelato, dovremo, dovrò / Andare a capo, prima che la pagina bianca sia finita”; di Il viaggio: “Tu Cicci sei il primo di una vita, / che hai intrapreso il viaggio / … / Tu ci condurrai per mano / non sappiamo dove / magicamente, in un paese lontano…”.

Né sono da dimenticarsi in questo contesto le poesie d’ispirazione religiosa, come è di Poterti trovare, che così termina: “Passate le bravate / e l’attimo di piangere, / adesso resta soltanto / placido e invitante, / un tempo lungo di silenzio, / ove poterti trovare, / o mio Signore”. Si veda anche Ogni giorno, una poesia dedicta a Giancarlo Bertozzi, nella quale troviamo questi versi: “Ora a Dio interamente appartieni. / Rammento in ospedale 15 anni / appena passati, la tua forza / il tuo tempo, spazio, luce, / che donavi”.

C’è inoltre in questo poeta un vivo sentimento della natura, come appare da poesie quali Questo autunno: “Questi dossi di monti / si sono coricati / nel buio delle valli” e il sentimento profondo della “meraviglia” che emerge da poesie quali Insieme, dove si legge: “storditi dalla meraviglia / di esistere” o Nottata, dove compaiono “le cose che meravigliano”.

Pensieri presenti è il primo libro organico di versi di un autore, Maurizio Paganelli, dedito sinora prevalentemente alla narrativa, per la quale ha vinto numerosi premi, tra i quali ricordiamo il “Città di Melegnano” e il “Porta dei leoni” a Reggio Calabria. Noi gli auguriamo un uguale meritato successo nel campo della poesia.

 Elio Andriuoli

 

ENZA SANNA: FRAMMENTI LIRICI (A.G.A.R. Reggio Calabria, 2014, € 30.00)

Frammenti lirici è il titolo del più recente libro di versi di Enza Sanna, e ben s’inserisce nel contesto della sua precedente produzione poetica per la limpidità del dettato e l’armonia dell’insieme. Molti sono in questa silloge i passi degni di essere ricordati, come i seguenti: “Il tuo nome scritto sui vetri / se l’è portato via la pioggia” (Io non so più chi ero); “Andavo allora senza saperlo nella luce” (Come allora); “Non ha più accenti e suono la parola. / Ma il nostro legame ù senza tempo / forte come gabbiano nell’impeto del volo” (Dimidiata felicità); “Inghiotte le ultime stelle la luce dell’alba” (Il canto della vita).

C’è in queste poesie la presenza di un “tu” che può reiferirsi sia a un partner amoroso, come avviene in Nell’onda della sera: “Mi torni in mente in questa pausa estiva / ancora tu, sempre tu”, che a un Tu Trascendente: “Ancora una volta mi soccorri Tu / col Tuo amore, un crocifisso amore” (Meditazione). Si veda anche Il senso dell’Eterno: “Momento di grazia è pensarTi / che dà altro valore al nostro stato” e si vedano Pasqua oggi e In attesa dell’Evento. Citiamo da quest’ultima: “… E Tu sempre mi ritorni / presenza metastorica al nostro andare / luce che irradia i solitari giorni”.

Non mancano neppure in questo libro i riferimenti ai classici, come avviene in Nosos: “E camminiamo sulle vie degli dei / obliosi della bellezza del mare allo sfondo / le carrarecce, le alture. / Passiamo per quegli stessi luoghi / che altri in altri tempi han calcato / in altri modi, con altre misure”. Si legga anche Panta rhei: “Tutto scorre e si dissolve nell’ora / come acqua che inutilmente scroscia su arido terreno”.

“Meraviglia” e “Mistero” sono inoltre due parole che ben risaltano in questa poesia e specialmente in quella che ha per titolo Del mistero e della meraviglia, che termina con questi due versi: “… nel dono grande della meraviglia / nella prova del senso del mistero”.E di meraviglia si parla anchr in una poesia come Del poeta, dove troviamo questi versi: “Ma ha il dono grande della meraviglia, / volare sulle solitudini del mondo / salire in alto per scoprire l’aurora / dopo la notte aldilà dell’oltre”.

Un altro importante tema di cantoper Enza Sanna è quello della sua Terra di origine, la Liguria, come emerge da poesie quali Impressioni di Liguria, dove leggiamo: “S’attarda la strada su sentieri tortuosi / fra terrazzamenti e giardini” e ancora, in Impressioni di Liguria: “Stregato anche il poeta dei “Trucioli” / da una natura che trascende il tempo reale, / mondo intatto di questa mia terra”.

C’è nelle poesie della Sanna anche molto pensiero; e ne sono un esempio testi quali Non affrettare il viaggio, dove è scritto: “Il viaggio è conoscenza è vita è maturazione / com’è d’Ulisse” o La forza della contraddizione, dove si legge: “Sotto questo cielo ogni cosa è il suo contrario / altra, diversa da sé, forse nessuna”.

Si vedano inoltre di quasto libro alcuni versi molto incisivi, come: “Preme la lacerazione del tuo non esserci” (Caldi pensieri d’una invernale primavera) o “Leggo l’autunno oggi nei tuoi occhi / … / non ha più accenti e suono la parola” (Dimenticata felicità).

Un libro di molto interesse questi Frammenti lirici di Enza Sanna, che si fregia di alcune illustrazino di pittori quali Tissot, Cassatt, Renoir, Manet, Waterhouse, Corcos e altri di molto talento.

Elio Andriuoli

 

ROSA SPERA: IRIDESCENZE DI LIBERI VOLI (Editrice Rotas, Barletta, 2014, € 10,00)

Quella di Rosa Spera è una poesia che nasce da un arreso abbandono al canto; un canto che sorge in lei spontaneo, dal momento che nelle sue poesie l’urgenza della parola la sollecita naturalmente ad esprimere le sue emozioni: “Germogli schiusi nell’anima / le parole / … / Sbocciano come ninfee / … / Son semi d’odio e radici d’amore” (Il valzer delle parole): “Nel vento ti parlo / con parole venate di antichi profumi / che sanno di lune bambine” (Monologo d’Amore); “Oggi naufraga la mia parola / tra i gorghi schiusi / dal grigiore acceso del presente” (Parole naufraghe); ecc.

Tale urgenza espressiva, che trova nella musica del verso il suo sostegno ed il suo compimento, s’incontra in tutte le poesie della Spera, ma più netta emerge da talune di esse, come Canto di vendemmia, che così inizia: “Avanza con ieratiche movenze / il passo dell’autunno sui filari / curvi di grappoli maturati al sole” e dove troviamo poco dopo questi versi: “E torni amato canto di vendemmia / dai campi d’oro dove il vento intona / note su pentagrammi d’innocenza”. Si legga anche a tale proposito La ragazza del fiume, dedicata a Livia: “Ragazza del fiume, / il tuo andare è un canto libero che accende / fiaccole di vita lungo gli argini, / e su scie di specchi d’acqua ricomponi / i tratti palpitanti di un amore / che si fa carezza incarnata nel domani. / Nido di primavera / è la tua casa ai margini del fiume”.

Nella varia tematica di Rosa Spera un posto importante occupa l’amore, con poesie fresche e immediate, quali Mi chiamerai amore: “E torni, amore, nel battito remoto / come marea spumosa di giovinezza / tu che ti confondevi negli specchi / di vivide stagioni esposte al sole” o L’immagine di te: “Disegna i contorni del silenzio / l’immagine di te / che di chimere impalpabili si nutre / ,,, / L’immagine di te è luna antica / fuoco che infiamma il passo del presente / seta intessuta con magiche parole dei giorni un po’ randagi del tuo canto”. Si leggno anche Inventati altre lune; L’incedere dei nostri passi; Nomadi d’Amore; Riprendiamoci il cielo; ecc.

D’ispirazione schiettamente civile sono invece altre poesie, quali Hanno offuscato il cielo: “Hanno offuscato l’anima del cielo / con muri di cemento, / hanno occultato chiome di verdi platani / privandomi di vergini armonie” e Il tuo tempo bambino, dedicata a Yasser, bambino soldato: “Rossi i giorni / come il colore acceso dei melograni / che dipingono il tuo tempo bambino / di frastagliate attese”, Si leggano anche Passi d’Africa; A sud di Nassiriya; Come figli di un dio minore, tutte proiettate sul presente, che indagano con acutezza di sguardo.

C’è poi in Rosa Spera anche un affettuoso volgersi alle persone a lei più care, come avviene in poesie quali E torno a te, dedicata alla madre; L’Amore puro, dedicata al figlio e Il tuo essere donna, dedicata alla figlia. Così come c’è in lei l’amore per la sua terra, bene espresso in Radici: “Qui sfoglio il tempo, / in questo Sud generoso e mite / che ha germogliato semi di dolore / per farne pane ai morsi della fame” e il vagheggiamento del tempo passato: “Erano quelli i giorni degli aquiloni, / i giorni in cui nei vicoli lo scalpiccio di zoccoli / preannunciava carretti traboccanti di vita” (I giorni degli aquiloni).

Molte altre poesie sarebbero da citare di questo libro, come Noi, immagini dell’effimero; Con la luce negli occhi; Stella di altri cieli, ma la tirannia dello spazio ce l’impedisce. A noi non resta che rinviare ad esse il solerte lettore di un libro che appare sicuramente cmpiuto.

 Elio Andriuoli

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