In uscita ad ottobre 2019

La Nuova Tribuna Letteraria si avvia a concludere il suo ventinovesimo anno di vita. Nel numero di ottobre saranno presenti brani relativi a Wystan Hugh Auden, Sergéj Aleksándrovič Esenin, Leonardo Sciascia, Italo Calvino ed altri. La rivista conterrà i finalisti de “La Poesia del 2019”.

In attesa del numero cartaceo vi offriamo le note biografiche relative a Sergéj Aleksándrovič Esenin ricavate da wikipedia.

Sergej Aleksandrovič Esenin (Konstantinovo, 3 ottobre 1895Leningrado, 28 dicembre 1925) è stato un poeta russo.

Nato nel paese di Konstantinovo, nella regione di Rjazan’, in Russia, da una famiglia contadina, Sergej Esenin fu mandato a vivere dai suoi nonni. Cominciò a scrivere poesie all’età di nove anni. Prodigio letterario, nel 1912 si trasferì a Mosca dove si guadagnò da vivere lavorando come correttore di bozze in una società editoriale. L’anno seguente si iscrisse all’Università statale di Mosca come studente esterno e studiò lì per un anno e mezzo. Le sue prime poesie furono ispirate dal folklore russo. Nel 1915, si trasferì a San Pietroburgo, dove conobbe i compagni poeti Aleksandr Blok, Sergej Gorodeckij, Nikolaj Kljuev e Andrej Belyj. Fu a San Pietroburgo che divenne famoso nei circoli di letteratura. Aleksandr Blok fu soprattutto utile a promuovere le fasi iniziali della carriera di Esenin come poeta. Esenin disse che Belyj gli diede il significato della forma, mentre Blok e Kljuev gli insegnarono il lirismo. Dotato di una personalità romantica, s’innamorava frequentemente, ebbe tre mogli e molte amanti. Nel 1916 Sergej Esenin pubblicò il suo primo libro di poesie, intitolato Radunica. Attraverso le sue collezioni di poesia pungente sull’amore e la vita semplice, divenne uno dei poeti più popolari del momento. Nel 1913 ebbe la sua prima relazione seria con una collega di lavoro della casa editrice chiamata Anna Izrjadnova, dalla quale ebbe un figlio, Jurij, che sarebbe stato arrestato durante le grandi purghe staliniste, e sarebbe morto in un gulag nel 1937. Nel 19161917, Sergej Esenin fu arruolato per il servizio militare, ma poco dopo la rivoluzione d’ottobre del 1917, la Russia uscì dalla prima guerra mondiale. Credendo che la rivoluzione avrebbe comportato una vita migliore, la sostenne, ma subito si disilluse e talvolta criticò persino il governo bolscevico in poesie come L’ottobre severo mi ha ingannato. Nell’agosto 1917 Esenin sposò la sua prima moglie, l’attrice Zinaida Rajch (più tardi moglie di Vsevolod Meyerhold). Da lei ebbe una figlia, Tatjana, ed un figlio, Konstantin. Konstantin sarebbe poi diventato un famoso statistico di calcio. Tatjana invece sarebbe diventata un’importante giornalista e scrittrice. Nel settembre del 1918 fondò una propria casa editrice chiamata Trudovaja Artel’ Chudožnikov Slova (Трудовая Артель Художников Слова, “Compagnia lavorativa moscovita degli artisti della parola”). Nell’autunno del 1921, mentre visitava lo studio del pittore Aleksej Jakovlev, conobbe la celebre ballerina statunitense Isadora Duncan, che aveva 18 anni più di lui. Si sposarono il 2 maggio 1922, nonostante il fatto che la Duncan conoscesse solo una dozzina di parole in russo, mentre Esenin non parlava nessuna lingua straniera. Negli scritti del poeta si rintraccia l’espressione di una vera passione nei confronti della nota danzatrice, nonostante questo non è da escludere che potesse trattarsi di un evento finalizzato ad accrescere la notorietà di entrambi.

Esenin accompagnò la sua moglie-celebrità in un viaggio in Europa e negli Stati Uniti, ma l’esperienza si rivelò eccessiva per lui; la nostalgia e la solitudine contribuirono ad aumentare la dipendenza dall’alcol, che sfuggì al suo controllo. Spesso ubriaco, le sue crisi di rabbia gli fecero distruggere camere d’hotel o creare scompiglio in ristoranti. Questo comportamento non era in sé affatto negativo per la Duncan che, ora cittadina sovietica, ballava ammantata di droppi rossi ed esibiva il bellissimo ed esotico marito contadino sovietico, per di più anche poeta, alla stampa mondiale, attirando così su di sé l’attenzione di tutti in un momento in cui la sua fama aveva iniziato ormai a declinare. Tuttavia Esenin, isolato dalla barriera della lingua, si trovava tagliato fuori dal proprio ambiente, riducendosi, lui poeta celeberrimo in patria, a fare l’accompagnatore di una celebrità straniera, il “marito di Isadora Duncan”. Lo stress che questa situazione inflisse alla personalità già disturbata del poeta lo condusse a una vera e propria malattia. Il matrimonio con la Duncan ovviamente durò poco tempo, e nel maggio del 1923 Esenin era di ritorno a Mosca. Lì ebbe subito una stretta relazione con l’attrice Augusta Miklaševskaja, e si crede che l’abbia sposata in una cerimonia civile dopo aver ottenuto il divorzio da Isadora Duncan. Un’altra donna importante nella vita del poeta fu Galina Benislavskaja, donna che non amò mai ma che a lui fu incondizionatamente devota. Per diverso tempo Esenin si stabilì nella sua abitazione insieme alle sue sorelle, le quali vi restarono anche nei periodi in cui Esenin rompeva con la Benislavskaja. A seguito del matrimonio con la Tolstaja i due smisero di avere contatti. Lei si suicidò sulla tomba del poeta un anno dopo la sua morte, con un colpo di pistola al cuore. Il comportamento di Esenin divenne progressivamente sempre più avventato e quello stesso anno ebbe un figlio, Aleksandr, dalla poetessa Nadežda Vol’pin. Sergej Esenin non conobbe mai questo suo figlio; Aleksandr Esenin-Vol’pin sarebbe poi diventato un importante poeta e attivista nel movimento dissidente dell’Unione Sovietica degli anni sessanta con Andrej Sacharov e altri. Dopo essersi trasferito negli Stati Uniti, Esenin-Volpin divenne un importante matematico.

Negli ultimi due anni della sua vita Sergej Esenin conobbe il periodo più buio della sua esistenza, la dipendenza dall’alcol si fece sempre più grave e a causa dei problemi di alcolismo fu spesso vittima di allucinazioni visive terrorizzanti, inoltre i suoi comportamenti diventarono sempre più imprevedibili e sregolati. Tuttavia questo periodo di disperazione interiore fu uno dei più fecondi a livello creativo e risalgono a questi anni alcune delle sue opere più intense e drammatiche. Nella primavera del 1925, un Sergej Aleksandrovič molto volubile, sposò la sua terza moglie, Sofia Andreevna Tolstaja, una nipote di Lev Tolstoj, matrimonio illegale in quanto il poeta non aveva chiesto il divorzio dalla Duncan. I due non si conoscevano che da pochi mesi ma la ragazza era convinta che una volta sposati lei sarebbe riuscita a farlo cambiare. Il matrimonio però non cambiò le cose e l’alcolismo cronico di cui il poeta soffriva lo portò ad un ultimo ricovero in ospedale psichiatrico. Alcuni sostengono che questo avvenne per tenere Esenin al riparo della GPU, a cui non piacquero le critiche del poeta al regime sovietico.

La morte di Esenin presenta diverse ambiguità. I fatti certi dicono che Esenin lasciò la clinica il 21 dicembre con l’obiettivo di lasciare Mosca e di trasferirsi definitivamente a Leningrado (oggi San Pietroburgo). Il 23 lasciò la città e il giorno seguente al suo arrivo prese una stanza (la numero 5) all’albergo Angleterre. Nella notte tra il 27 e il 28 dicembre Esenin morì impiccato nella sua stanza d’albergo, all’età di 30 anni. Il suo corpo fu ritrovato il 28 mattina impiccato con la cinghia di una valigia ai tubi del riscaldamento centrale della sua camera d’albergo. Il corpo presentava alcuni graffi sul braccio sinistro, un profondo taglio sul braccio destro al di sopra del gomito e un livido sotto l’occhio sinistro. Le testimonianze dirette parlano di una poesia scritta col sangue e lasciata la mattina del 27 ad un amico passato a trovarlo. L’amico (Vol’f Erlich) avrebbe poi dimenticato la poesia (il Congedo) salvo ricordarsene alla notizia della morte del poeta. All’ipotesi del suicidio si affianca l’opinione che la morte autoinflitta sarebbe una montatura, e che Esenin sarebbe stato in realtà ucciso da agenti della GPU. Sergej Esenin è sepolto al cimitero Vagan’kovskoe di Mosca. La sua tomba è ornata da una scultura di marmo bianco.

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